«Le decisioni del Consiglio nazionale sono fuori dalla realtà»

25 giugno 2020 agvs-upsa.ch – Henrique Schneider è vicedirettore dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), associazione per cui è anche responsabile dei settori politica economica, energia e ambiente. Intervistato da AUTOINSIDE, l’economista spiega cosa pensa dell’orientamento della nuova legge sul CO2: niente di buono.

sco.Signor Schneider, nella procedura di consultazione sulla revisione totale della legge sul CO2 del 2016 l’Unione svizzera delle arti e mestieri si è espressa a favore della ratifica dell’Accordo di Parigi. Nella nuova legge il Parlamento vuole rincarare gli spostamenti in aereo e in auto. Cosa pensa l’USAM riguardo alla proposta del Consiglio nazionale?
Henrique Schneider: Le decisioni del Consiglio nazionale sono fuori dalla realtà. La Camera bassa semplicemente non ha considerato la popolazione e l’economia svizzera. Il nostro paese è in grave recessione. Alcune persone e imprese devono affrontare problemi di natura esistenziale. Ma il Consiglio nazionale non se n’è curato, portando avanti ideologia pura.

L’USAM è fondamentalmente contraria a misure di carattere dirigiste e favorevole alla responsabilità personale e all’economia di mercato. Ma è possibile fermare il riscaldamento globale solo con l’economia di mercato e senza tasse di incentivazione?
Con l’Accordo di Parigi si può fare proprio questo: combinare attività di carattere ecologico con strumenti adeguati a livello locale anche di tipo economico. Ed è questa la sua forza. Grazie al suo ampio raggio d’azione, sono possibili misure in ambito tecnologico, finanziario, di cooperazione internazionale e volontarie. Il Consiglio nazionale ha voltato le spalle a questa varietà di opzioni, puntando tutto su misure fiscali ed economiche pianificate.

L’UDC ha già annunciato di sostenere un referendum contro la legge sul CO2. Qual è la posizione dell’USAM?
Per questo è ancora troppo presto. La Svizzera ha bisogno di una legge sul CO2 per poter portare avanti un percorso ecologico, finora estremamente efficace. Però non sarà facile ripulire gli attuali danni causati dall’iter legislativo.

Quali sono le conseguenze dei rincari su benzina, olio combustibile e biglietti aerei per l’economia e le piccole e medie imprese svizzere?
Ci sono molte ipotesi. Secondo quella più conservativa, i prezzi dell’energia aumenteranno di 1300 franchi annui a persona. Altre stime parlano di aumenti fino a 4000 franchi. Insomma, parliamo di costi che non rientrano nella media. Alcuni settori saranno molto colpiti, ad esempio l’industria e la logistica. Con l’aumento della tassa sul CO2 e le nuove maggiorazioni sui carburanti, a risentirne sarà probabilmente anche il commercio di autoveicoli.

Nella stessa seduta, l’Assemblea federale ha anche obbligato i locatori a rinunciare alle pigioni per il periodo di chiusura forzata durante l’emergenza coronavirus. Il Consiglio federale deve elaborare una legge a proposito. Come reputa questa iniziativa politica repentina l’USAM?
Il comitato direttivo dell’USAM ha deciso di non esprimersi a riguardo. Questo perché tra le PMI ci sono sia locatari che locatori. Il condono deciso dal Parlamento mira a un compromesso relativamente a questo problema.

Molti artigiani trarranno vantaggio da questo condono delle pigioni. Non è un fatto positivo?
Si tratta di un compromesso, per cui a rimetterci sono entrambe le parti. 
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