La Svizzera sta rimanendo senza autisti

Autonomo contro la carenza di autisti e gli ingorghi

Nel settore dei trasporti svizzero mancano autisti e autiste. La guida autonoma potrebbe risolvere il problema, secondo gli esperti e il CEO dell'azienda danese di mobilità Holo. L'obiettivo: le macchine non devono sostituire le persone, ma integrare il sistema.
Pubblicato: 16 febbraio 2026

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AGVS-Newsdesk


										Autonomo contro la carenza di autisti e gli ingorghi
Flotta autonoma dell'azienda danese Holo. Foto: Holo

La Svizzera sta lentamente esaurendo gli autisti, ma la guida autonoma potrebbe risolvere il problema: questa è la conclusione dell'azienda danese Holo (letsholo.com), leader scandinavo nella creazione e gestione di soluzioni autonome per la mobilità e la logistica, di cui fa parte anche l'importatore automobilistico svizzero Amag.

Secondo Holo, la Svizzera si trova «di fronte a una sfida strutturale nel settore dei trasporti». Gran parte degli autisti del Paese raggiungerà presto l'età pensionabile, mentre le nuove assunzioni non riescono a tenere il passo. Il settore dei trasporti è uno dei settori con la più grave carenza di personale qualificato. Gli esperti dell'Università di Zurigo e dell'Associazione dei trasporti pubblici (VöV) hanno avvertito che senza soluzioni e tecnologie la mobilità diminuirà gradualmente.

 

Non sostituire, ma alleggerire

«La carenza di autisti non è un problema che possiamo risolvere solo con nuove assunzioni. Dobbiamo integrare nuove forme operative e tecnologie. I veicoli autonomi non possono sostituire i conducenti, ma possono alleggerire il carico di lavoro laddove il personale non è sufficiente», spiega Stefan Krogh-Hansen, CEO di Holo. La sfida non consiste solo nella carenza di conducenti, ma anche nei sistemi di trasporto sovraccarichi. Studi condotti dal Politecnico federale di Zurigo hanno dimostrato che le flotte autonome condivise potrebbero ridurre il traffico automobilistico del 90%. Secondo Holo, la tecnologia può già oggi supportare le operazioni. «Le flotte autonome possono contribuire a completare un sistema di trasporto sotto pressione. Possono dare un contributo mantenendo le rotte esistenti e migliorando la mobilità nelle aree in cui le soluzioni precedenti non sono più sostenibili», afferma Krogh-Hansen.

 

La Svizzera ha un grande potenziale

Secondo Roland Siegwart, professore di robotica e sistemi autonomi al Politecnico federale di Zurigo, la Svizzera ha buone premesse per lavorare con la tecnologia autonoma. Tuttavia, ci sono anche ostacoli significativi. «In Svizzera prevalgono condizioni di traffico complesse con montagne, neve e molti utenti della strada vulnerabili. Ciò rende l'implementazione più impegnativa. Ma sulle autostrade e in determinate regioni la tecnologia è già oggi utile», afferma Siegwart. E sottolinea che i veicoli autonomi potrebbero svolgere un ruolo importante soprattutto nei trasporti con carichi elevati e forte carenza di manodopera, ad esempio su percorsi fissi e in determinati settori del trasporto merci.

 

La regolamentazione c'è, manca la pratica

Da marzo 2025 la Svizzera dispone di un quadro giuridico nazionale per la guida automatizzata: l'ordinanza sulla guida automatizzata (VAF). La regolamentazione consente l'introduzione di veicoli senza conducente a condizioni di sicurezza ben definite. Nella pratica, tuttavia, le autorità e gli operatori devono affrontare alcune sfide, tra cui la procedura di autorizzazione, gli standard di sicurezza uniformi, la responsabilità e l'assicurazione. Secondo Roland Siegwart, questa fase di transizione è critica ma necessaria: «Già oggi la tecnologia può fornire supporto sulle autostrade e ridurre la stanchezza e gli errori. Ma le aziende devono procedere con cautela e accettare che l'apprendimento richiede tempo. Se vogliamo costruire la fiducia, sono necessari test controllati in un ambiente realistico». Holo condivide questa opinione e sottolinea: la guida autonoma non è una soluzione rapida, ma un complemento necessario a causa della carenza di autisti e dell'elevato volume di traffico.

«La Svizzera ha compiuto un passo decisivo con la regolamentazione. Ora è necessario metterla in pratica, acquisire esperienza operativa, testare la tecnologia, applicarla e preparare implementazioni su larga scala. In questo modo si potrà creare un sistema di trasporto più solido e sostenibile, anche se non ci sono abbastanza mani al volante», riassume Stefan Krogh-Hansen, CEO di Holo.

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