Sondaggio tra gli apprendisti che hanno completato il percorso formativo nel 2026

Giovani motivati con aspettative chiare

L'attuale sondaggio condotto tra i diplomati dei corsi di formazione tecnica offre ancora una volta uno sguardo approfondito sulle loro esperienze e valutazioni. Prevalgono gli elogi, ma non mancano le critiche.
Pubblicato: 08 luglio 2026

Di

Martina Frieden


										Giovani motivati con aspettative chiare
I diplomati delle professioni tecniche raccontano, nel sondaggio annuale, le loro sensazioni ed esperienze. Foto: UPSA Media

Oltre 1'500 diplomati delle professioni di assistente della manutenzione per automobili CFP, meccatronico d’automobili AFC e meccatronico d’automobili AFC hanno partecipato all’ultimo sondaggio condotto dall’UPSA tra i diplomati delle professioni tecniche. Il sondaggio offre ancora una volta uno sguardo approfondito sulle esperienze e le valutazioni dei giovani professionisti del settore automobilistico. I risultati mostrano un quadro complessivamente positivo, ma allo stesso tempo evidenziano gli ambiti in cui, secondo il punto di vista degli apprendisti, la formazione di base dovrebbe essere ulteriormente sviluppata.

 

È la pratica a fare la differenza

Il tirocinio di orientamento rimane l’elemento centrale nella scelta della professione. Circa sette intervistati su dieci hanno individuato la propria professione grazie alle esperienze pratiche maturate in azienda. Anche i colloqui con i genitori e la cerchia di conoscenti continuano a svolgere un ruolo importante, mentre i canali di informazione classici vengono utilizzati piuttosto a titolo complementare. Per quanto riguarda la percezione della pubblicità professionale, emerge una tendenza già nota: i canali digitali dominano. In particolare, Instagram e TikTok raggiungono il gruppo target in misura nettamente maggiore rispetto ai media tradizionali. Le fiere del lavoro rimangono certamente rilevanti, ma perdono importanza rispetto ai social media.

Un aspetto positivo è che le aspettative relative al profilo professionale vengono in gran parte soddisfatte. Quasi nove intervistati su dieci affermano che la loro formazione corrisponde, almeno nel complesso, alla realtà. Allo stesso tempo, però, emerge anche che una parte degli apprendisti è insoddisfatta dell’attuazione concreta in azienda. Tra i motivi citati più spesso figurano la mancanza di varietà, l’elevata pressione a ottenere risultati o un’assistenza insufficiente. Da ciò emerge chiaramente che la qualità della formazione dipende ancora fortemente dalla singola azienda formatrice.

 

Si auspica un maggiore orientamento pratico

La formazione scolastica viene valutata prevalentemente in modo positivo. La grande maggioranza assegna buoni voti alle lezioni nella scuola professionale e ritiene che sia gli obiettivi di apprendimento sia la mole di materia siano per lo più adeguati. Tuttavia, molti apprendisti auspicano un maggiore orientamento pratico e una trasmissione dei contenuti più chiara e comprensibile. Il riscontro sulla collaborazione tra i tre ambiti formativi – azienda, scuola professionale e corsi interaziendali (üK) – risulta nettamente più critico. Molti apprendisti riferiscono che i contenuti non sono sufficientemente coordinati tra loro, sia in termini di tempistica che di sostanza. Accade così ripetutamente che alcuni argomenti vengano trattati nei corsi interaziendali prima di essere stati insegnati a scuola, oppure che teoria e pratica non si integrino tra loro.

Anche per quanto riguarda i corsi interaziendali (üK) emergono valutazioni contrastanti. Sebbene siano generalmente percepiti come importanti e utili – in particolare per attività che si verificano raramente in azienda – allo stesso tempo numerosi intervistati ne criticano lo scarso orientamento pratico, i contenuti obsoleti o le difficoltà organizzative. Tra queste figurano, ad esempio, i corsi distribuiti su diverse settimane o le date che coincidono con le vacanze scolastiche. I riscontri evidenziano chiaramente che un miglior coordinamento tra i luoghi di apprendimento e un maggiore orientamento verso le tecnologie attuali e i processi lavorativi reali sono le aspettative principali degli studenti.
 

Le nuove leve sono motivate

Il sondaggio tra gli apprendisti che hanno completato il percorso formativo nel 2026 mostra nel complesso un quadro incoraggiante. La maggioranza dei giovani professionisti è motivata, interessata e si identifica con la propria professione. La passione per la tecnica e i veicoli rimane un fattore determinante nella scelta professionale e nella soddisfazione nei confronti della formazione. Allo stesso tempo, aumentano le aspettative riguardo alla qualità della formazione. In particolare, si richiedono un maggiore orientamento pratico, una trasmissione dei contenuti al passo con i tempi e un miglior coordinamento tra i diversi luoghi di apprendimento. Viene inoltre chiaramente sottolineata l’importanza di un accompagnamento e di un sostegno attivi nell’azienda di formazione.

Il settore può continuare a contare su nuove leve motivate, a condizione che si riesca a sviluppare costantemente la formazione e a prendere sul serio il feedback degli apprendisti. Infatti, in ultima analisi, non è solo l’attrattiva della professione, ma soprattutto la qualità della formazione a determinare se i giovani professionisti rimarranno nel settore a lungo termine.

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