Gli operatori della formazione professionale in bilico tra formazione e vita quotidiana
Chi forma gli apprendisti in un’officina lo sa bene: raramente esiste una giornata lavorativa “tipica”. Il telefono squilla, i clienti aspettano, i pezzi di ricambio arrivano in ritardo e il programma dell’officina cambia con breve preavviso. È proprio in questo contesto frenetico che si svolge la formazione. I formatori professionali svolgono un compito che spesso viene dato per scontato. Accompagnano i giovani per diversi anni, trasmettono conoscenze specialistiche, garantiscono una routine e li aiutano ad assumersi, passo dopo passo, maggiori responsabilità. Riconoscono quando qualcuno è pronto per la sfida successiva e si accorgono anche quando determinati apprendisti hanno bisogno di maggiore sostegno.
Questo vale per tutte le professioni dell'auto. Che si tratti di aspiranti meccatronici d'automobili, meccanici di manutenzione per automobili o assistenti di manutenzione per automobili, ogni formazione di base presenta requisiti diversi. Lo stesso vale per gli impiegati di commercio nel settore automobilistico e per gli specialisti del commercio al dettaglio nei settori Sales Automobile e After-Sales Automobile. Le attività sono diverse, ma la missione è sempre la stessa: accompagnare i giovani nel loro percorso verso la vita lavorativa e prepararli a un futuro nel settore automobilistico.
Nel pieno dell’attività quotidiana
E non si tratta affatto solo di tecnica o di processi. I formatori trasmettono anche competenze sociali come l’affidabilità, la cura nei dettagli e il rapporto con i clienti. Spiegano perché la qualità è importante, perché è fondamentale lavorare in modo ordinato e perché la responsabilità non inizia solo dopo il conseguimento del diploma di apprendistato. Molto di questo avviene in modo del tutto naturale nel corso dell’attività quotidiana.
Chi forma gli apprendisti conosce anche l’altra faccia della medaglia. Non tutte le giornate vanno secondo i piani. A volte una procedura di lavoro deve essere spiegata una seconda o una terza volta. A volte un apprendista ha semplicemente bisogno di un po’ più di tempo prima che gli «si accenda la lampadina». Proprio per questo servono pazienza e tempo. Quando i registri degli ordini sono pieni e la pressione economica è alta, però, questo tempo diventa sempre più prezioso. È quindi ancora più degno di nota il fatto che molti formatori professionali svolgano comunque il proprio compito con grande impegno. Investono nei giovani, anche se l’agenda è spesso già abbastanza piena, e assumono persino un ruolo di modello.
La formazione ha bisogno di sostegno
Ecco perché questo articolo si rivolge anche ai titolari d’azienda e ai dirigenti. Una buona formazione non è un compito che si può svolgere «di sfuggita». Ha bisogno di persone che si assumano la responsabilità e di aziende che forniscano loro il sostegno necessario. Chi ripone fiducia nei propri formatori e concede loro lo spazio necessario per supportare con cura gli apprendisti, investe in modo sostenibile nel futuro della propria azienda. Proprio perché nel settore auto si parla spesso di carenza di manodopera, vale particolarmente la pena soffermarsi su questo aspetto. Come è noto, i professionisti qualificati non piovono dal cielo. Vengono formati giorno dopo giorno nelle numerose officine. Dietro ogni diploma di apprendistato conseguito con successo ci sono formatori che trasmettono le loro conoscenze, condividono le loro esperienze e accompagnano i giovani nel loro percorso.
Forse questa è una buona occasione per ringraziarli consapevolmente. Non perché i formatori svolgano un compito straordinario, ma perché svolgono un compito indispensabile. Fanno in modo che il settore automobilistico possa contare anche domani su personale specializzato ben formato. Ed è proprio per questo che meritano riconoscimento e apprezzamento per il loro lavoro non solo alla fine di un apprendistato, ma durante tutto l’anno.