Retrospettiva: WorldSkills 2026 in Cina

Tra i migliori al mondo

I WorldSkills di Shanghai sono ormai alle spalle di Janik Schumacher. La sua partecipazione si conclude con un ottimo risultato: il concorrente di Lucerna si classifica al 9° posto su 36 partecipanti e viene premiato con una «Medal for Excellence» per la sua prestazione.
Pubblicato: 02 ottobre 2026

Di

Celeste Blanc


										Tra i migliori al mondo
9° posto su 36 partecipanti e l’ambita «Medal for Excellence»: Janik Schumacher dopo la sua partecipazione di successo ai WorldSkills di Shanghai. Foto: SwissSkills

Circa 1'400 partecipanti provenienti da quasi 70 paesi e regioni si sono sfidati in 33 discipline durante l'edizione di quest'anno dei WorldSkills, tenutasi a Shanghai, in Cina. Tra questi: la delegazione SwissSkills con 42 partecipanti provenienti dalla Svizzera. Fino a 15'000 spettatori hanno seguito le gare nell’arena, tra cui Janik Schumacher di Hergiswil presso Willisau (LU), che ha rappresentato il nostro settore auto nella disciplina «Automobile Technology».

Per Janik, meccatronico d'automobili, il viaggio in Cina è stato un momento davvero speciale nel suo percorso professionale, vista la portata e il carattere internazionale dell’evento, dopo aver conquistato l’oro alle SwissSkills nazionali del 2025. Per la prima volta ha potuto mettere alla prova le sue capacità sulla scena mondiale, confrontandosi con i migliori del settore. «La partecipazione ai WorldSkills è stata per me un passo da gigante nella mia carriera professionale», afferma.

Quando ogni minuto conta

Dietro questa esperienza unica si nascondono molti mesi di preparazione, innumerevoli weekend di lavoro di squadra e ore di allenamento, da quando Janik, vincitore degli SwissSkills 2025, ha conquistato anche l’EuroCup lo scorso anno, qualificandosi così per i WorldSkills. Alla fine, però, a Shanghai non è contata la gloria delle competizioni passate, bensì, come in ogni campionato professionale, soprattutto una cosa: il momento in cui bisogna attingere a tutte le proprie conoscenze sotto pressione. «Una competizione del genere è un’istantanea e dipende fortemente da molti fattori», afferma Janik Schumacher.

Durante i quattro giorni di gara, Janik ha offerto una prestazione costante. Già dal primo giorno è emerso quanto possano essere vicine tra loro la sensazione di felicità e l’insicurezza. Janik ha infatti convinto nell’«Engine-Test», risolvendo il compito più rapidamente rispetto ai suoi concorrenti provenienti da Australia, Brasile e Cile. Nel pomeriggio è seguita la prova combinata «Body Electrical» e ADAS, che ha lasciato a Janik una sensazione contrastante, poiché è riuscito a individuare solo pochi errori. Anche il confronto con gli esperti internazionali non si è rivelato del tutto semplice in questa prova. Janik, tuttavia, non si è lasciato scoraggiare. Nei giorni successivi della competizione, prove come «Motor Management», «Steering and Suspension» o «Motor Overhaul» hanno richiesto ancora una volta calma, concentrazione e competenza tecnica. Nemmeno un veicolo d’esame MG di un modello non disponibile in Svizzera è riuscito a farlo perdere la concentrazione.

La disciplina era richiesta non solo durante, ma anche al di fuori dell’area di gara. «Nei giorni di gara non avevo tempo libero per me stesso. Ogni giornata seguiva lo stesso schema: gara, pasto, preparativi per il giorno successivo e sonno», ricorda Janik. Il suo impegno alla fine è stato ripagato. Anche l’esperto svizzero Riet Bulfoni traccia un bilancio positivo. Il meccatronico d'automobili e meccanico d’officina sa per esperienza diretta cosa significhi partecipare a un evento di tale portata: nel 2017 ha rappresentato lui stesso la Svizzera ai WorldSkills di Abu Dhabi (EAU). «Sono molto orgoglioso della crescita di Janik, sia dal punto di vista professionale che umano. In questi giorni ha spinto al limite le sue capacità fisiche e mentali e se l’è cavata alla grande», afferma Bulfoni. E affinché alla fine tutto andasse per il meglio, oltre all’esperto Bulfoni al fianco di Janik, è stato necessario anche un forte entourage che lo incoraggiasse e lo sostenesse. Ad esempio il datore di lavoro di Janik, Urs Steffen, del Touring Garage di Huttwil (BE). Oppure il team dell’UPSA e i campioni delle edizioni precedenti, oltre a numerosi conoscenti e amici. E naturalmente la sua famiglia. «Ovviamente abbiamo seguito la gara con grande trepidazione», ha dichiarato il padre di Janik. René e Susanne Schumacher si erano recati appositamente in Cina per tifare per il figlio.

Delusione e orgoglio allo stesso tempo

Alla fine non è bastato per conquistare un posto sul podio, come Janik stesso aveva sperato. Tuttavia, Janik Schumacher conclude la sua avventura ai WorldSkills con un ottimo 9° posto su 36 partecipanti e con l’ambita «Medal for Excellence». Con questa medaglia vengono premiati i partecipanti che raggiungono uno standard di eccellenza internazionale (almeno 700 punti su 800; Janik ne ha totalizzati 715). Subito dopo la competizione, però, in Schumacher prevale per un attimo la delusione. «Personalmente mi ha colpito molto duramente», ammette. «Per molti mesi mi sono allenato sulle mie capacità tecniche e allo stesso tempo ho lavorato sulla disciplina e sulla forza mentale.»

Con un po’ di distanza, però, viene subito in primo piano ciò che va oltre la classifica. «È stato per me un grande onore rappresentare la Svizzera e l’UPSA ai massimi livelli mondiali», afferma Janik. I WorldSkills hanno rappresentato per lui il coronamento di un lungo percorso, nel corso del quale si è sviluppato sia dal punto di vista professionale che personale. «Quest’anno ho potuto stringere moltissimi contatti nel nostro settore e ho visto e imparato tantissime cose che mi saranno utili per tutta la vita.» Olivier Maeder, membro della direzione dell’UPSA responsabile del settore formazione, che a Shanghai ha seguito con entusiasmo le gesta di Janik, riassume: «Janik ha dimostrato che la formazione professionale svizzera è ai vertici a livello mondiale – e quanto siano entusiasmanti le professioni dell’auto per i giovani. Siamo orgogliosi di lui e di ciò che ha raggiunto!»

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