La tecnologia è pronta, il mercato ancora no
La ricarica bidirezionale è considerata la chiave per la transizione energetica. In tutta Europa, gestori di rete, case automobilistiche e politici ripongono grandi aspettative in questa tecnologia. Normalmente l’energia elettrica scorre in una sola direzione: dalla rete alla batteria dell’auto elettrica. La ricarica bidirezionale cambia questa situazione. L’auto non solo può assorbire energia, ma anche restituirla – ad altri dispositivi (ad es. e-bike o barbecue elettrici), alla propria abitazione o alla rete elettrica.
In Svizzera, dall’autunno 2022 alla primavera 2024, si è svolto con successo un progetto di ricerca che ha coinvolto 50 auto elettriche Honda bidirezionali presso Mobility nell’ambito del normale servizio di car sharing. Attualmente, nell’area Papieri a Cham (ZG), le auto elettriche della controllata di Amag, Allride, sono collegate alla rete tramite la stazione di ricarica bidirezionale Helion BiDi. I flussi energetici sono controllati dal sistema di gestione dell’energia Helion One. Questa piattaforma collega in rete l’impianto solare, la pompa di calore e la stazione di ricarica elettrica, ottimizzandone l’interazione per una maggiore efficienza e redditività. La tecnologia è quindi pronta anche da noi, eppure sul mercato i progressi procedono a rilento.
La notorietà è già elevata
La Svizzera non è l’unica in questa situazione, sebbene nel nostro Paese, con circa 600 aziende locali di fornitura elettrica e la conseguente «giungla tariffaria», reimmettere l’energia elettrica nella rete non sia così semplice come in altri Paesi con pochi grandi fornitori di energia. Tra il clamore mediatico e l’effettiva disponibilità all’acquisto, tuttavia, esiste un divario considerevole per quanto riguarda la ricarica bidirezionale. È quanto emerge da uno studio condotto in cinque paesi dalla società di ricerche di mercato Uscale, che ha intervistato oltre 10'000 persone in Germania, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi e Svezia.
Inoltre: chi non dispone di un parcheggio privato, di norma non può collegare la propria auto alla rete elettrica mentre è parcheggiata a casa. Tra i conducenti di auto elettriche che dispongono di un parcheggio privato, tuttavia, circa il 38 per cento sa cosa sia la ricarica bidirezionale. Un ulteriore 34 per cento dichiara di aver già sentito parlare del termine. Anche tra i conducenti di auto a combustione interna con un proprio parcheggio a casa, la tecnologia è più conosciuta del previsto: ben il 20 per cento conosce la tecnologia, mentre un ulteriore 32 per cento ne conosce almeno il termine.
Interesse sì, attuazione piuttosto no
Se si presenta agli intervistati l’idea di base della ricarica bidirezionale, essi trovano inizialmente attraente questa tecnologia: il 53% dei conducenti di veicoli elettrici a batteria (BEV) dei cinque paesi può immaginare di utilizzare la ricarica bidirezionale. Tra i conducenti di veicoli a combustione interna con un proprio posto auto privato, la percentuale raggiunge comunque il 22%. Tuttavia, quando gli intervistati devono valutare i possibili vantaggi e svantaggi, la loro opinione cambia. Infatti, se le condizioni dell’offerta non risultano allettanti dal punto di vista dell’utente, la percentuale cala rapidamente. Il target realisticamente raggiungibile tra i conducenti di veicoli elettrici a batteria (BEV) scende al 17 per cento, mentre tra i conducenti di veicoli con motori a combustione interna si riduce addirittura al 6 per cento. Come principale ostacolo, la maggior parte cita il necessario investimento iniziale in un’infrastruttura di ricarica adeguata. A ciò si aggiungono le preoccupazioni relative al possibile invecchiamento delle batterie, le incertezze su una tecnologia non ancora matura e lo sforzo percepito come elevato nella vita quotidiana.
Le offerte combinate di costruttori e partner tecnologici, che riuniscono veicolo, infrastruttura di ricarica e garanzie, potrebbero in parte dissipare tali riserve. Tuttavia, la strada da percorrere sembra ancora lunga. «La tecnologia è pronta, ma la ricarica bidirezionale risolve soprattutto un problema dei fornitori di energia legato al rallentamento dell’espansione della rete», afferma Axel Sprenger, fondatore e amministratore delegato di Uscale. «Senza gli utenti, il conto non torna. E lo studio dimostra che questi utenti devono ancora essere convinti.»